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Acquario biotopo: cos’è e consigli

Acquario biotopo: cos’è e consigli su come svilupparlo, nel post a cura di Acquari.org

La presenza di un acquario richiede un minimo di competenza, impegno, saggezza ed esperienza. Anche se quest’ultima qualità, spesso e volentieri, la si acquisisce solamente col tempo. In ogni caso, un acquario biotopo può essere riprodotto anche da persone meno pratiche, ma che comunque imparano in fretta.

Perché, comunque, si tratta di un particolare strumento che può essere molto utile per la salute dei pesci e per la durata della loro vita.

Acquario biotopo: cos’è?

In buona sostanza, un acquario biotopo si ha nel momento in cui si riproduce perfettamente, in tutte le sue componenti e peculiarità ecologiche, l’ambiente di riferimento, in cui sono immersi non soltanto i pesci, ma anche gli altri elementi nel loro complesso. Quindi si tratta di creare un filo conduttore che possa portare, di fatto, a un piccolo habitat, che rende la vita di tutto ciò vive al suo interno più naturale.

Si intuisce facilmente che non sia una situazione facile da riprodurre. Ci sono, ad esempio, quei pesci che vivono in Amazzonia e avranno bisogno di un certo tipo di habitat per poter prosperare al meglio. Nel caso specifico l’Echinodorus e la Cabomba. La combinazione di elementi marini con elementi botanici è fondamentale per garantire una certa tipologia di biotopo. E, ovviamente, più i pesci sono specifici e più è complesso.

Nell’acquario biotopo tipico dei laghi africani, seguendo un altro esempio, vi rientrano alcune categorie di pesce come il Melanocromis, il Petropilapia e il Cilindricus. A questi vanno necessariamente associate piante definite nel dettaglio come Ceratophyllum e Vallisneria.

La scelta di un biotopo, da questo punto di vista, va curata nei minimi dettagli. Non si può improvvisare poiché mettere una tipologia di pesci in un ambiente sbagliato può condurre alla malformazione dell’intero ecosistema.

Il vincolo è un passo da cui non si può prescindere in questo senso, ai fini di una funzionalità ed efficienza pressoché indispensabile nel complesso. Non ci sono dimensioni minime da rispettare. Basta adattare la grandezza di un acquario biotopo alle esigenze dei singoli elementi, oltre che degli utilizzatori.

I modi migliori per allestire un buon acquario biotopo

Allestire un acquario biotopo nella sua interezza non è, poi, così complicato. Basta avere gli strumenti giusti e alcuni punti di riferimento, anche e soprattutto, sul piano geografico. È fondamentale l’accostamento tra piante e pesci che risiedano nello stesso punto geografico. In questo modo l’adattamento e la ricollocazione in acquario degli stessi animali sarà molto più semplice e immediata.

Le piante acquatiche, ad esempio, hanno bisogno di molte radici per poter prosperare al meglio, oltre che di un’elevata quantità di legno. Tipico riferimento alla foresta amazzonica, laddove l’ambiente più selvaggio richiede proprio questo tipo di sfumatura climatica.

L’acido umico è una sostanza da tenere in serie considerazione per la vita vegetale o animale. Garantisce un certo beneficio alla lunga, per la vita in acquario dei pesci, oltre che dell’intero ecosistema riprodotto.

Nel momento in cui l’acqua deve essere acida, per l’appunto, il livello di pH di uno specifico acquario biotopo deve necessariamente attestarsi in valori compresi tra 6 e 6,9. Non di più, ma dipende ovviamente dalla sensibilità della specie in questo senso.

La qualità dell’acqua è una delle componenti fondamentali da non trascurare ai fini di un acquario biotopo efficace. Il legno inserito in acqua può contribuire ad abbassare notevolmente il livello di pH, per questo si raccomanda di mantenerlo sempre sotto controllo.

A seconda delle specie, la temperatura dell’acqua può raggiungere una certa soglia. Nel caso della foresta amazzonica, i pesci che vi sono collocati necessitano di una temperatura che oscilli tra i 23 e i 25°.